I Domenica di QUARESIMA (ANNO C): IL VANGELO (Lc. 4, 1-13) spunti di riflessione di Adelaide Rossi

La prova di Gesù nel deserto non è contraria al disegno di Dio su di lui. Dallo Spirito Cristo viene condotto nel deserto, ma all’opposto di Israele, non cede alla tentazione.


Il Vangelo della prima domenica di Quaresima, è quello delle tentazioni di Gesù nel deserto. E’ un fatto innegabile che Gesù abbia liberato molte persone dal potere distruttore di satana. Non voglio ricordare tutti gli episodi, ma mettere in luce solo due cose: primo, la spiegazione che Gesù dava del suo potere sul demonio; secondo, cosa questo potere ci dice di lui e della sua persona.
Di fronte alla liberazione clamorosa che Gesù aveva operato di un indemoniato, i suoi nemici, non potendo negare il fatto, dicono: “Egli scaccia i demoni in nome di Beelzebul il principe dei demoni” (Lc. 11, 15). Gesù dimostra come questa spiegazione sia assurda. La spiegazione è un’altra: egli scaccia i demoni con il dito di Dio, cioè con lo Spirito Santo, e questo dimostra che è giunto in terra il regno di Dio.
Satana era “l’uomo forte” che teneva sotto il suo potere l’umanità, ma adesso è venuto uno “più forte di lui” e lo sta spogliando del suo potere. Questo ci dice una cosa formidabile sulla persona di Cristo. Con la sua venuta è cominciata per l’umanità una nuova era. Una cosa del genere non può essere opera di un semplice uomo, e neppure di un grande profeta.
Gesù allontana il demonio con un secco: “Ti ordino”. La sconfitta del potere del male e del demonio era parte integrante della salvezza definitiva (escatologica) annunciata dai profeti.

Assistiamo a forme di malvagità che vanno spesso al di là della nostra capacità di comprendere, rimaniamo sgomenti e senza parole di fronte a certi episodi di cronaca. Il messaggio consolante che scaturisce dalle riflessioni fin qui fatte è che c’è in mezzo a noi uno che è ”più forte” del male.
La fede non ci mette al riparo dal male e dalla sofferenza, ma ci assicura che con Cristo possiamo volgere al bene anche il male, farlo servire alla redenzione nostra e del mondo.
La cosa da fare è attaccarsi a Cristo con la fede, l’invocazione del suo nome, la pratica dei sacramenti. Gesù vinse le tentazioni, opponendo a ognuna di esse una parola della Scrittura e ci invita a fare lo stesso.

ALTRI SPUNTI DI RIFLESSIONE:

1) Il centro della fede biblica è la rivelazione del Dio liberatore e salvatore nella storia. Il centro della fede evangelica è la rivelazione di Dio nel Cristo fatto uomo, morte, storia. 
   Il centro della fede cristiana è nella partecipazione continua con il “cuore” e con la “bocca” alla passione e alla gloria vivendo la nostra storia. 
La Quaresima ci riporta ad una fede viva, ancorata alla storia, spoglia da ogni dualismo, da ogni incoerenza.

2) Anche per il fedele i quaranta giorni del tempo quaresimale dovrebbero essere il recupero dell’amore e dell’ascolto della Bibbia.

3) La tentazione dell’Adamo che è in noi (Gn 2-3) ha per oggetto la scelta di un altro progetto, la decisione per un altro bene e un altro male rispetto a quelli indicati da Dio. 
     La tentazione dell’Adamo perfetto che è Cristo ha per oggetto la scelta di un altro progetto di salvezza rispetto a quello tracciato dal Padre. 
Alla vittoria di Cristo sulla tentazione si giustappongono, invece, le nostre frequenti sconfitte. La Quaresima è un appello di conversione, è un invito a rettificare i nostri progetti e le nostre decisioni morali su quelle di Dio.

4) La tentazione di per sé è così potente da risultare vincente nel cuore debole dell’uomo. La Quaresima ha senso solo in quanto ha come meta la Pasqua, la vittoria della Vita sulla Morte, del bene sul Male.

testo: Adelaide Rossi