II Domenica di QUARESIMA (ANNO C): IL VANGELO (Lc. 9, 28b-36) riflessione di Adelaide Rossi


Girolamo Siciolante da Sermoneta, Trasfigurazione (1573-1575), olio su tavola - See more at: http://www.poloromano.beniculturali.it/index.php?it/430/23-cappella-del-crocifisso#sthash.cM5RFXv3.dpuGesù si trasfigura, apre per un attimo il mistero della sua identità e della sua gloria, mentre è in orazione. Gesù è proclamato Figlio di Dio, colui che si deve ascoltare, che è il Vangelo, la Parola del Padre, la rivelazione. Ma Gesù non sarà sottratto alla passione. Anche in questo mistero, anzi proprio in questo mistero della sua passione egli è il Figlio di Dio che va ascoltat
Girolamo Siciolante da Sermoneta, Trasfigurazione (1573-1575), olio su tavola
Cappella del Crocefisso - Chiesa di S. Mariain Aracoeli, Roma


La Trasfigurazione è un mistero che ci riguarda da vicino. Lo si comprende da ciò che dice san Paolo nella seconda lettura: “Egli trasfigurerà il nostro corpo mortale per renderlo conforme al suo corpo glorioso”. Ci assicura che l’opacità del nostro corpo un giorno si trasformerà anch’essa in luce.


Il corpo non è per la Bibbia un’appendice trascurabile dell’essere umano; ne è parte integrante. L’uomo non ha un corpo, è corpo. Il corpo è stato creato direttamente da Dio, assunto dal Verbo nell’incarnazione e santificato dallo Spirito nel battesimo. L’uomo biblico rimane incantato di fronte allo splendore del corpo umano: “Mi hai fatto come un prodigio. Sei tu che mi hai tessuto nel seno di mia madre. Sono stupende le tue opere” (Salmo 139). Il corpo è destinato a condividere in eterno la stessa gloria dell’anima. Il cristianesimo predica la salvezza del corpo, non la salvezza dal corpo, come facevano, nell’antichità, le religioni manichee e gnostiche e come fanno ancora oggi alcune religioni orientali.
La Trasfigurazione ha un messaggio particolare da consegnare ai giovani. San Paolo raccomandava ai primi cristiani: “Glorificate dunque Dio con il vostro corpo” ( 1 Corinzi 6, 19). Si glorifica Dio con il proprio corpo quando se ne fa un dono d’amore e un mezzo di dialogo con l’altro, nel matrimonio. Glorifica Dio con il proprio corpo anche chi, come i religiosi, ne fanno un dono senza intermediari, a servizio dei fratelli. Si glorifica dio con il corpo anche con l’arte, il lavoro e tutte le attività umane che passano attraverso il corpo
Che dire però a chi soffre e vede la “sfigurazione” del proprio corpo o di quello di una persona cara? A costoro la parola dell’’Apostolo ricorda che anche Gesù, di lì a poco, sarà “sfigurato” nella passione, ma risorgerà con un corpo glorioso, con il quale vive in eterno e al quale la fede ci dice che andremo a ricongiungerci dopo la morte.
Il Vangelo della Trasfigurazione contiene una rivelazione anche sulla persona di Cristo. L’evangelista luca precisa il motivo per cui Gesù quel giorno “salì su un alto monte”: vi salì “per pregare”. Fu la preghiera che rese il suo vestito bianco come la neve e il suo volto splendente come il sole La preghiera di Gesù ci permette di gettare uno sguardo nel mistero profondo della sua persona. Gesù, nella sua preghiera, si rivolgeva a Dio chiamandolo Abbà, cioè padre mio. Questo modo di rivolgersi a Dio è talmente caratteristico di Cristo da obbligare ad ammettere un rapporto unico tra lui e il Padre celeste.
Perché allora Gesù non si è attribuito mai apertamente il titolo di Figlio di Dio durante la sua vita, ma parla sempre di sé come del “figlio dell’uomo”? Per lo stesso motivo per cui Gesù non dice mai di essere il Messia e quando altri lo chiamano con questo nome è reticente. Questi titoli erano intesi dalla gente in un senso ben preciso che non corrispondeva all’idea che Gesù aveva della sua missione.


ALTRI SPUNTI DI RIFLESSIONE

1) La rivelazione di Dio richiede sempre un cuore attento. Abramo è colui che “crede”. La fede ci fa scoprire un Dio vicino, un Dio alleato, pronto ad impegnarsi per noi. Si deve riscoprire il senso dell’alleanza e dell’amore di Dio contro la facile tentazione del pessimismo, della sterilità.

2) La rivelazione suprema di Dio è nel Figlio che, nella debolezza della sua umanità, apre in modo effabile il mistero ineffabile della divinità. La Quaresima ha al centro la trasfigurazione pasquale ed è, perciò, protesa verso la manifestazione del volto di Cristo. Sarebbe allora l’occasione per ogni credente di fissare gli occhi della sua meditazione e del suo studio in quel volto.
Adelaide Rossi, ofs