Ecumenismo / INCONTRO 2011 CON P. SIMEONE CATSINAS della chiesa ortodossa di roma



 
"UNITI NELL'INSEGNAMENTO DEGLI APOSTOLI,
NELLA COMUNIONE, NELLO SPEZZARE IL PANE
E NELLA PREGHIERA"
                                                             (Atti 2, 42)

 

Domenica 29 gennaio in occasione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani,  
ci sarà un incontro ecumenico, quest’anno con l’esponente ortodosso 
Padre Simeone Catsinas.

Gli ortodossi hanno duemila anni di storia (ortodossia vuol dire “retta dottrina” o “giusta fede”). La separazione tra ortodossi e cattolici è avvenuta nel 1054, in maniera ufficiale, con le reciproche scomuniche.
Solo nel 1967 sono state abolite in un incontro fra il papa Paolo VI e il patriarca di Costantinopoli Atenagora.

Il battesimo è valido solo per triplice immersione. La formula non dice: “Io ti battezzo”, ma: “Tu sei battezzato” (la formula è passiva anche nella confessione, in quanto il sacerdote si deve sentire semplice “strumento di Dio”).
La chiesa romana ha praticato il battesimo per immersione solo fino al XIII sec., sostituendolo poi con quello per infusione o aspersione.

Battesimo, cresima e comunione devono essere amministrati contemporaneamente. La chiesa romana, dopo il concilio di Trento (1543-1563), ha posticipato l’amministrazione della Cresima al momento in cui il bambino raggiunge l’età della ragione e può dare una conferma personale della fede che il padrino ha professato per lui al momento del Battesimo. 

La comunione è valida se è offerta con pane fermentato e vino rosso. Non può essere celebrata privatamente, né senza il cantore o il diacono, e non più di una volta al giorno, ed è vietata in alcuni giorni dell’anno (ad es. il venerdì santo).
La chiesa romana introdusse il pane azzimo nell’XI secolo, ha poi deciso che gli elementi del pane e del vino potevano consacrarsi solo in virtù delle parole del sacerdote: “Prendete e mangiate… Prendete e bevete…”; infine ha tolto ai laici la comunione col calice.
 
Nel matrimonio ministri del sacramento non sono gli sposi ma resta il sacerdote. Il sacerdote può amministrare ordinariamente tutti i sacramenti, ad eccezione dell’ordine.  Ammettono il divorzio, ma i preti vedovi non possono risposarsi. I laici, in genere, possono sposarsi fino a tre volte. Il celibato del clero, che i greci respingono, esigendolo invece nei monaci e nei vescovi. (nella chiesa cattolica è stato sanzionato nel 1123 con il 1° Concilio lateranense).  

Il celibato del clero, che i greci respingono, esigendolo invece nei monaci e nei vescovi. (nella chiesa cattolica è stato sanzionato nel 1123 con il 1° Concilio lateranense).

Rifiutano le statue e prediligono le icone (nelle quali è generalmente vietato dipingere il Padre).

Non riconoscono il primato di Pietro sugli apostoli. Pietro -essi dicono- partecipò al Concilio di Gerusalemme come “eguale fra eguali” (anzi il Concilio era presieduto da Giacomo). E la famosa pericope citata dai cattolici (Mt 16,18) va interpretata nel senso che “pietra” significa “fede” (o confessione di fede) e non “persona fisica” (in riferimento allo stesso Pietro).
Non riconoscono il primato della sede di Roma sulle altre sedi ecclesiastiche (come da Concilio Vaticano I). 

La chiesa ortodossa universale è una federazione di comunità nazionali autonome che si governano in maniera collegiale, attraverso un sinodo o concilio locale, ed esercitano la propria giurisdizione soltanto sui propri fedeli.
Non si concede mai ad un vescovo di una provincia più importante il diritto di intervenire negli affari di una provincia meno importante, meno che mai può essere riconosciuto a un vescovo un potere politico su tutti gli altri vescovi. Al massimo si può riconoscere un primato d’onore o di anzianità (per es. in un concilio qualche vescovo o metropolita, ritenuto importante per tradizione, può dirigere i lavori).

Non riconoscono che la chiesa di Roma sia stata fondata da Pietro, in quanto non documentato dal NT.

Non riconoscono l’infallibilità del papa: “infallibile” al massimo può essere, per loro, un concilio ecumenico universalmente riconosciuto (a posteriori). In particolare considerano validi e quindi infallibili solo i primi sette concili ecumenici.  Il papato, globalmente inteso, non può essere considerato “infallibile”, anche perché molti papi sono stati scomunicati o deposti da concili di vescovi. Rifiutano i due dogmi dell’immacolata concezione e dell’assunzione (Maria, secondo gli ortodossi, ha ereditato come tutti il peccato originale ed è quindi morta come tutti).

Rifiutano la prassi delle indulgenze, l’idea del Purgatorio e l’idea del Limbo.
Generalmente i monasteri sono composti da laici non aventi il sacerdozio. Lo stile di vita è contemplativo.
Il clero e i monaci portano sempre la barba. Spesso i monaci non si tagliano mai i capelli.
Il segno di croce è fatto con tre dita e finisce sul cuore.


In tutto il mondo gli ortodossi sono circa 160 milioni (mancano statistiche precise).
La chiesa russa è la più importante di tutte (circa 80-100 milioni di fedeli).
In Italia vi sono chiese del patriarcato di Costantinopoli, di Mosca, di Serbia, di Romania e di Polonia.