"UNITI
NELL'INSEGNAMENTO DEGLI APOSTOLI,
NELLA
COMUNIONE, NELLO SPEZZARE IL PANE
E NELLA PREGHIERA"
(Atti 2, 42)
Domenica 29 gennaio in occasione della settimana di
preghiera per l’unità dei cristiani,
ci sarà un incontro
ecumenico, quest’anno con l’esponente ortodosso
Padre Simeone Catsinas.
Gli ortodossi
hanno duemila anni di storia (ortodossia vuol dire “retta dottrina” o “giusta
fede”). La separazione tra ortodossi e cattolici è avvenuta nel 1054, in
maniera ufficiale, con le reciproche scomuniche.
Solo nel 1967
sono state abolite in un incontro fra il papa Paolo VI e il patriarca di
Costantinopoli Atenagora.
Il battesimo
è valido solo per triplice immersione. La formula non dice: “Io ti battezzo”,
ma: “Tu sei battezzato” (la formula è passiva anche nella confessione, in
quanto il sacerdote si deve sentire semplice “strumento di Dio”).
La chiesa romana
ha praticato il battesimo per immersione solo fino al XIII sec., sostituendolo
poi con quello per infusione o aspersione.
Battesimo, cresima e comunione devono essere amministrati contemporaneamente. La chiesa romana, dopo il
concilio di Trento (1543-1563), ha posticipato l’amministrazione della Cresima
al momento in cui il bambino raggiunge l’età della ragione e può dare una
conferma personale della fede che il padrino ha professato per lui al momento
del Battesimo.
La comunione
è valida se è offerta con pane fermentato e vino rosso. Non può essere
celebrata privatamente, né senza il cantore o il diacono, e non più di una
volta al giorno, ed è vietata in alcuni giorni dell’anno (ad es. il venerdì
santo).
La chiesa romana
introdusse il pane azzimo nell’XI secolo, ha poi deciso che gli elementi del
pane e del vino potevano consacrarsi solo in virtù delle parole del sacerdote: “Prendete e mangiate… Prendete e bevete…”;
infine ha tolto ai laici la comunione col calice.
Nel matrimonio
ministri del sacramento non sono gli sposi ma resta il sacerdote. Il
sacerdote può amministrare ordinariamente tutti i sacramenti, ad eccezione
dell’ordine. Ammettono il divorzio,
ma i preti vedovi non possono risposarsi. I laici, in genere, possono sposarsi
fino a tre volte. Il celibato del clero, che i greci respingono, esigendolo
invece nei monaci e nei vescovi. (nella chiesa cattolica è stato sanzionato nel
1123 con il 1° Concilio lateranense).
Il celibato del clero, che i greci
respingono, esigendolo invece nei monaci e nei vescovi. (nella chiesa cattolica
è stato sanzionato nel 1123 con il 1° Concilio lateranense).
Rifiutano le
statue e prediligono le icone (nelle quali è generalmente vietato
dipingere il Padre).
Non riconoscono il primato di Pietro sugli apostoli. Pietro -essi dicono- partecipò al Concilio di
Gerusalemme come “eguale fra eguali” (anzi il Concilio era presieduto da
Giacomo). E la famosa pericope citata dai cattolici (Mt 16,18) va interpretata
nel senso che “pietra” significa “fede” (o confessione di fede) e non “persona
fisica” (in riferimento allo stesso Pietro).
Non riconoscono
il primato della sede di Roma sulle altre sedi ecclesiastiche (come da Concilio
Vaticano I).
La chiesa ortodossa universale è una
federazione di comunità nazionali autonome che si governano in maniera
collegiale, attraverso un sinodo
o concilio locale, ed esercitano la propria giurisdizione soltanto sui
propri fedeli.
Non si concede
mai ad un vescovo di una provincia più importante il diritto di intervenire
negli affari di una provincia meno importante, meno che mai può essere
riconosciuto a un vescovo un potere politico su tutti gli altri vescovi. Al
massimo si può riconoscere un primato d’onore o di anzianità (per es. in un concilio qualche vescovo o
metropolita, ritenuto importante per tradizione, può dirigere i lavori).
Non riconoscono che la chiesa di Roma sia
stata fondata da Pietro, in quanto non documentato
dal NT.
Non riconoscono l’infallibilità del papa: “infallibile” al massimo può essere, per loro, un concilio ecumenico
universalmente riconosciuto (a posteriori). In particolare considerano validi e
quindi infallibili solo i primi sette concili ecumenici. Il papato, globalmente inteso, non può essere
considerato “infallibile”, anche perché molti papi sono stati scomunicati o
deposti da concili di vescovi. Rifiutano i due dogmi dell’immacolata
concezione e dell’assunzione (Maria, secondo gli ortodossi, ha ereditato
come tutti il peccato originale ed è quindi morta come tutti).
Rifiutano la prassi delle indulgenze,
l’idea del Purgatorio e l’idea del Limbo.
Generalmente i monasteri
sono composti da laici non aventi il sacerdozio. Lo stile di vita è
contemplativo.
Il clero e i
monaci portano sempre la barba. Spesso i monaci non si tagliano mai i
capelli.
Il segno di
croce è fatto con tre dita e finisce sul cuore.
In tutto il mondo gli ortodossi sono
circa 160 milioni (mancano statistiche precise).
La chiesa russa è la più importante
di tutte (circa 80-100 milioni di fedeli).
In Italia vi sono chiese del
patriarcato di Costantinopoli, di Mosca, di Serbia, di Romania e di Polonia.