DOSSIER / 70mo ANNIVERSARIO DEL DIES NATALIS DI FRANZ JSAEGERSTSAER, martire e padre di famiglia, del Terz'Ordine di San Francesco - Ordine Francescano Secolare



In occasione del 70mo anniversario della morte del beato Franz Jägerstätter pubblichiamo questo piccolo dossier in suo ricordo. Segnaliamo, innanzi ogni nostro contrinuto, questo LINK (in italiano) curato dalla diocesi di LINZ.

2013 - 70° ANNIVERSARIO DEL DIES NATALIS DI FRANZ JAEGERSTAETTER

Agosto 2013 / Franz Jägerstätter,
un martire della nonviolenza da conoscere


IN RICORDO DI FRANZISKA JAEGERSTAETTER
Quest'anno - 70mo dalla morte di Franz Jaegerstaetter - l'incontro d'agosto è stato il primo nel qual non è stata presente Franziska, sua moglie, morta all'età di 100 anni lo scorso marzo: il primo post di questo dossier va dedocato a Lei, riproponendo un articolo di Marco Di Bla pubblicato su Messaggero Veneto nella rubrica "Austria vicina".

FRANZ JAEGESTAETTER, OBIETTORE DI COSCIENZA / contributi
Franz Jägerstätter, membro del Terz’Ordine di San Francesco d'Assisi, è stato un profeta lungimirante nel riconoscere la barbarie del nazionalsocialismo che voleva strappare Dio dal cuore degli uomini e alimentava il razzismo, l'ideologia della guerra e la deificazione dello Stato.

FRANZ JAEGERSTAETTER NEL SUO TEMPO / di Claudio Magris
Franz Jägerstätter non aveva alcun desiderio di essere un eroe o un martire; era ben lieto di vivere con l’amata moglie Franziska e le sue tre figlie, Rösl, Maridl e Loisl, bambine fra i tre e i sei anni.
Era nato il 20 maggio 1907 a St. Radegund, nell’Alta Austria, non lontano da Braunau che aveva dato i natali a Hitler (...)  


FRANZ JAEGERSTAETTER - Bibliografia

DOSSIER 2007 - NEI GIORNI DELLA BEATIFICAZIONE (testi e foto)

Dopo l’esecuzione il corpo del povero Franz fu cremato e l'urna rischiava di essere smarrita nel cimitero di guerra. Le suore che prestavano assistenza ai carcerati, avendo riconosciuto il valore di quel condannato, fecero crescere una pianta di rose nella terra dove lui giaceva, per poterne riconoscere l'urna alla fine della guerra. Così avvenne e la sua sepoltura oggi duo essere onorata nel piccolo cimitero di St. Radegund.

Testimonianze: FRANZ JAEGERSTSAETTER "CI HA SEMPRE SCONFITTI CITANDO LE SCRITTURE" (Josef Karobath, parroco) 
In un’intervista a “Radio Vaticana”, il postulatore della Causa di Beatificazione, Andrea Ambrosi, ha ricordato icone il suo parroco, Josef Karobath, usciva dai colloqui con Franz “ammutolito” nel sentire le citazioni delle Sacre Scritture che faceva per motivare la sua posizione.

Agosto 2013 / Franz Jägerstätter, un martire della nonviolenza

Vatican Insider - Il 9 agosto 1943, presso il funesto carcere del Brandeburg an der Havel a Berlino – lo stesso dove furono uccisi  il pastore luterano Dietrich Bohnöffer e il prete cattolico Max Joseph Metzger - veniva ghigliottinato Franz Jägerstätter, uno dei testimoni della resistenza non violenta a Hitler. Venne proclamato beato, e accolto nel novero dei martiri della fede, nel 2007 nel duomo di Linz in Austria, sua terra natale (la sua memoria liturgica è fissata al 21 maggio,  giorno della beatificazione, voluta da papa Benedetto XVI).

Da 70 anni la figura del contadino-sagrestano di St. Radegund, poco a nord di Salisburgo, che si è rifiutato di arruolarsi nelle file naziste, pagando con il carcere e la vita, è un monito contro la guerra e la violenza per tanti giovani cattolici e non del mondo mitteleuropeo, ma è assai conosciuta anche in Irlanda e Regno Unito, molto meno in Italia, ad eccezione del Trentino-Alto Adige dove ha preso il via il Gruppo Jägerstätter Italia, grazie all’impegno di un sociologo, Giampiero Girardi, già coordinatore del Gruppo Obiettori di coscienza Caritas, un gruppo che vanta aderenti in aumento un po’ in tutto il Paese.

Le tradizionali iniziative di memoria quest’anno si preannunciano all’insegna di una maggiore intensità: il 2013 nell’ambito germanofono era già definito l’Anno degli  In occasione del 70mo anniversario della morte del beato , da una parte per via del 70esimo anniversario del martirio, dall’altra per il 100° compleanno, lo scorso 4 marzo della vedova Franziska che viveva con una delle loro 3 figlie, Maria. Ma Franziska, è morta neanche 2 settimane dopo, così questo anniversario assume per la prima volta il significato di una duplice memoria: la scelta estrema di Franz non avrebbe potuto compiersi infatti senza il coraggio e la forza, che solo la fede poteva fornire, della moglie Franziska, trentenne e ben consapevole di restare sola, dopo 7 anni di matrimonio, con 3 figlie piccolissime. Contro tutto e tutti, compresa la madre di lui e alcuni preti, i due sposi, terziari francescani dal 1940, confidando nella Provvidenza divina, hanno compiuto l’unica scelta per coerente all’essere cristiani, in ascolto della propria coscienza, della Scrittura e del magistero.

“Non si può essere contemporaneamente cristiani e seguire il nazionalsocialismo: ci sono dei momenti in cui bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini”, aveva scritto Franz la sera prima di presentarsi alla caserma di Enns il 2 marzo 1943 dopo aver ricevuto la cartolina di richiamo alle armi. Incarcerato nell’ex convento delle suore Orsoline, il 6 luglio veniva condannato a morte per renitenza alla leva dal tribunale di guerra di Berlino e il 9 agosto veniva eseguita la pena capitale.

In occasione dell’anniversario Pax Christi internazionale, che li definisce “operatori di pace” ha scritto: “In questo Anno della fede, Franz e Franziska sono fra i testimoni più importanti e credibili della nostra fede. Siate certi che continueremo a condividere la loro storia con altri, per incoraggiare le nuove generazioni a imparare da questa fede profonda e  dalla loro testimonianza al Vangelo della pace e della nonviolenza”.

Le celebrazioni più significative si terranno quest’anno a Berlino, una presso l’Österreichischen Kulturforum e altra in collaborazione con la parrocchia della SS.Trinità: due gli interventi della storica, e anche sua biografa, Erna Putz sul tema “Franz & Franziska Jägerstätter – La ricezione di due figure scomode“ e “La nascita e il divenire di una decisione“: la figura del martire infatti ha fatto discutere per anni i suoi compatrioti ed ex militari della Wehrmacht (ma la beatificazione del 2007 ha reso evidente il riconoscimento dell’eroismo del martire anche da parte della Chiesa), mentre sulla sua vita sono state composte numerose opere teatrali, di cui l’ultima, di Felix Mitterer, va in scena in questi giorni ad Haag. La fede e la tenacia della vedova Franziska hanno saputo fare il resto con la pubblicazione delle sue Lettere, il racconto della sua vita, la ferrea volontà di mantener viva la memoria del marito.
 
Pax Christi Austria invita invece alle celebrazioni presso la parrocchia di St. Radegund (diocesi di Linz) sede della tomba dei due coniugi, dove fino a 2 anni fa Franziska incontrava i partecipanti e offriva la sua testimonianza (solo scorso anno le condizioni di salute gliel’hanno impedito).
 
Anche a Londra, promossa da Pax Christi come da tradizione, è prevista una celebrazione nel pomeriggio, alle 16.00 ora della morte del beato Franz, presso la cattedrale di Westminster.

articolo di  Maria Teresa Pontara Pederiva
Vatican Insider - La Stampa / 9 agosto 2013