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3 OTTOBRE 2013 - UN'ANTICA TRADUZIONE RIPRENDE VITA : L'OMAGGIO A SAN FRANCESCO D'ASSISI: PROCESSIONE ALLA STATUA DI PIAZZA SAN GIOVANNI AL LATERANO

« Il legame tra la basilica di San Giovanni in Laterano e san Francesco d’Assisi è stretto e antico. Basti ricordare che proprio in questo sito, nel 1209, giunse il copatrono d’Italia per incontrare Papa Innocenzo III al fine di ottenere l’approvazione della prima breve proto-regola dell’Ordine dei Frati Minori da lui fondato. La redazione della Regola definitiva è invece di qualche anno successiva, con la ratifica datata 29 novembre 1223 a firma di Papa Onorio III, sempre al Laterano. Un vincolo forte, dunque, testimoniato anche dal grande monumento dedicato al «poverello d’Assisi» che dal 1927 svetta su piazza di Porta San Giovanni, proprio di fronte alla facciata della cattedrale, e che si rinnoverà il prossimo giovedì 3 ottobre.

In quella data, infatti, riprenderà dopo circa vent’anni la tradizionale celebrazione della vigilia della festa di San Francesco d’Assisi nella basilica di San Giovanni. «Abbiamo deciso di dare nuova vita a questa consuetudine - spiega monsignor Giacomo Ceretto, primo fabbriciere del Capitolo lateranense - proprio in onore del nostro vescovo, Papa Francesco». E aggiunge: «Prenderanno parte alla liturgia molti fedeli tra cui diversi religiosi, religiose e laici consacrati che si ispirano alla spiritualità francescana. Tutti insieme ci uniremo in preghiera con il Santo Padre che il giorno seguente si recherà in pellegrinaggio alla tomba del serafico padre di Assisi».

Con questo articolo dell'inserto di Avvenire "RomaSette" è stato reso nota la ripresa di un "antica tradizione" che per decenni ha visto la nostra fraternità in prima fila.

Il programma di giovedì prevede, alle 18, la concelebrazione presieduta dal vicegerente della diocesi, l’arcivescovo Filippo Iannone, con la partecipazione del Capitolo lateranense e dei padri penitenzieri della cattedrale di Roma, che da più di 800 anni appartengono proprio all’Ordine dei Frati Minori.

Seguirà la celebrazione del «Transito di san Francesco», con un padre penitenziere che leggerà il racconto della morte del santo tratto dalla biografia scritta da san Tommaso da Celano. Alle 19.30, sarà la volta della processione al monumento in piazza di Porta San Giovanni, con venerazione, omaggio floreale e rientro in basilica. Ad accompagnare i partecipanti sarà la banda della Gendarmeria Vaticana mentre ad animare la liturgia sarà la Cappella musicale lateranense. I fedeli potranno parcheggiare in piazza San Giovanni in Laterano, di fronte l’entrata laterale della basilica, dalle 17.

CRONACHE DALLA FRATERNITA' S. ANTONIO

Dopo aver celebrato nella nostra basilica di Sant'Antonio la pia praticas del TRANSITO DI SAN FRANCESCO, con tanto di stendardo, ci siamo recati verso la basilica di San Giovanni al Laterano per poterci unire alla processione e omaggio a San Francesco, presso il monumento a lui dedicato accanto alla Porta San Giovanni. Il programma prevedeva la processione partire dalla basilica alle 19,30.

Arrivati in piazza siamo rimasti con "un palmo di naso" vedendo la processione, alle 19,30, già ritornare in Basilica. Sia pure delusi, ci siamo accodati ...  e così anche il nostro piccolo drappello è entrato in basilica e ha avuto la grazia della benedizione finale e del bacio della reliquia di San Francesco, un pezzo del panno del suo saio.
Con gioia abbiamo incontrato poi tanti fratelli e sorelle della Fraternità OFS si San Gaspare del Bufalo.



3 OTTOBRE : TRANSITO DEL SERAFICO PADRE SAN FRANCESCO



La mente pensa molto alla morte,
ma il Signore dirige i suoi passi  (Prov 15,9)

Dal palazzo del Vescovo di Assisi, dove allora dimorava, chiese che lo portassero a Santa Maria della Porziuncola; voleva rendere a Dio lo Spirito della vita, là dove aveva ricevuto lo Spirito della grazia. A metà strada, dall’ospedale di San Salvatore, sofferente com’era, si fece voltare sulla barella con la faccia verso Assisi e sollevandosi un poco, benedisse la sua città. 
Giunto alla Porziuncola si fece deporre sulla terra nuda, nascondendo con la mano sinistra la piaga sul costato e di lì spogliato dalle vesti di sacco, alzò come sempre il volto al cielo, tutto intento con lo Spirito a quella gloria, disse ai fratelli: "Io ho fatto il mio dovere, Cristo vi insegni a fare il vostro". 
Voleva essere conforme in tutto a Cristo Crocifisso che, povero e sofferente, era rimasto appeso nudo sulla croce. E verace imitatore di Cristo suo Dio in tutto, amò fino alla fine tutti i fratelli e figli, che aveva amato fin dal principio. Fece radunare tutti i fratelli presenti nel luogo e li esortò con affetto di padre all’amore di Dio. 
Parlò a lungo della pazienza, dell’osservanza di Madonna povertà, raccomandando più di altra regola il Santo Vangelo. Tutti i fratelli gli stavano intorno; egli stese sopra di loro le mani intrecciando le braccia a forma di croce, un gesto che egli tanto amava, e li benedisse presenti e futuri, nella potenza e nel nome del Crocifisso. 
Si fece poi portare del pane, lo benedisse, lo spezzò ed a ciascuno ne diede un pezzo da mangiare. Volle anche gli portassero il libro dei Vangeli e chiese gli leggessero quel brano di Giovanni che inizia: "Prima della festa di Pasqua". Lo fece in memoria di quella ultima e santissima cena che il Signore aveva celebrato con i suoi discepoli e per dimostrare ai fratelli la sua tenerezza d’amore. 
Passò in inni di lode i giorni successivi, invitando i compagni prediletti a lodare con lui il Cristo. Invitava pure tutte le creature alla lode di Dio e con certi versi poetici, già altra volta composti, le esortava al Divino Amore. E perfino la morte, a tutti terribile ed odiosa esortava alla lode. Le correva dietro incontro, invitandola: "Ben venga mia sorella morte!". 
Diceva ai fratelli: “Quando mi vedrete sul punto di spirare, deponetemi sulla terra nuda come l’altro ieri e morto che sia, lasciatemi giacere così, per il tempo che ci vuole a percorrere comodamente un miglio di strada”. E come gli fu possibile proruppe in quel salmo: "con la mia voce al Signore grido aiuto, con la mia voce supplico il Signore". 
Lo disse fino al versetto finale: "Strappa dal carcere la mia vita, perché io renda grazia al Tuo nome. I giusti mi fanno corona quando mi concederai la tua grazia". 
Giunse infine la sua ora ed essendosi compiuti in lui tutti i misteri di Cristo, se ne volò felicemente a Dio. 
Le allodole, che sono amiche della luce ed hanno paura del buio della sera, pure essendo già imminente la notte, vennero a grandi stormi sopra il tetto del luogo e roteando a lungo con insolito giubilo, resero testimonianza alla gloria del Santo che tante volte le aveva invitate a lodare Dio.

Era il 3 Ottobre 1226, di Sabato.
A laude di Cristo. + Amen



“IO HO FATTO IL MIO DOVERE,
CRISTO VI INSEGNI A FARE IL VOSTRO”  …