2 / 2007 - BEATIFICAZIONE DI FRANZ JAEGERSTAETTER, O.F.S. - dal diario di Marco Stocchi

reprint Squilla Francescana, dic. 2007

foto ricordo di Franz e Franziska
per il giorno del matrimonio
APPUNTI DI VIAGGIO

Sono tornato dal viaggio per la beatificazione di Franz Jaegaerstatter: accolti con emozione dalla popolazione.
Dall'Italia, è giunto un pulman quasi pieno: in questo pulman come piccola rappresentanza dal sud-centro Italia c'eroanch'io!

Erano presenti americani, francesi e inglesi. Ma gli italiani erano i più numerosi: gli organizzatori erano Gianpiero Girardi di Trento (colui che praticamente ha fatto conoscere Franz in Italia) don Mauro di Piacenza impegnato da anni con l'obiezione - durante l'annuale Marcia del 9 agosto - e  un gruppetto di Pax Christi Italia (promotrice la causa il vescovo di Innsbruck attuale presidente di Pax Christi Austria) ed esponenti del Movimento Nonviolento, tra cui Alberto Trevisan uno dei primi obiettori tra gli anno '60 e '70. E altri ...
Giorni vissuti in un clima di concordia che ha stupito persino gli autisti ... ed eccoli anche loro presi anche loro dalla forza trascinatrice dell'evento!

La cerimonia di beatificazione è stata celebrata nella cattedrale di Linz dal card. José Saraiva Martins ed era presente l'intera Conferenza episcopale austriaca - nonostante qualche "mugugno": questo "riconoscimento" è un passo notevole per la Chiesa cattolica tutta riguardo la coscienza di obiettare; lo è in maniera particolare per l'Austria che visse l'adesione al nazismo (fino all'unione politico-geografica con la Germania del Terzo Reich) che vede in questo passo un motivo di riconciliazione storica per gli austriaci.
Alla cerimonia era presente anche un esponente della Comunità di sant'Egidio e dai francescani minori (che erano già riuniti però per un Capitolo) ho notato solo una piccola partecipazione.
Presenti anche i  francescani secolari, alcuni molto anziani, che hanno fissuto sulla propria pelle i tragici eventi della II Guerra mondiale.

Il giorno dopo ci siamo fermati nel Campo di concentramento di Mathausen: un colpo allo stomaco! Poi, alla sera c'è stata una veglia vicino Salisburgo fino a notte piena.
Il terzo giorno, s'è celebrata la prima messa al nuovo Beato nel suo paese natale: s. Radegunt. Presenti la moglie e le figlie di Franz Jaegertaetter: che dopo la guerra avevano dovuto sopportare le critiche della popolazione, ma che ora hanno riconosciuto il valore dell'eroico gesto di Franz.

Franz Jaegerstaeeter, martire e padre di famiglia: così leggeremno nei calendari, perchè nonostante gli affetti compartecipando della sua scelta i suoi ha portato fino in fondo il mandato evangelico di non uccidere, ma di testimoniare l'Amore.
E che sia martire - ha ricordato il cardinal Jose Saraiva Martins (ma a Roma durante la beatificazione degli spagnoli della guerra civile) - pone Franz Jagaerstatter al culto non solo locale in quanto Beato, ma della cattolicità tutta.   
Pace e bene, Marco


LA VITA DI FRANZ JAEGERSTAETTER ATTRAVERSO IL RACCONTO
DEI GIORNI IN CUI LA CHIESA LO HA PROCLAMATO “BEATO”. 

Reportage di Marco Stocchi

Nell'ottobre del 2007, ho avuto la gioia e l’onore di aver poter andare in Austria e partecipare alle iniziatine per la beatificazione di Franz Jaegaerstatter: accolti con emozione dalla popolazione, di italiani eravamo un pulman quasi pieno. 

Erano presenti americani, francesi e inglesi. Ma gli italiani erano i più numerosi: gli organizzatori erano Gianpiero Girardi di Trento (colui che praticamente ha fatto conoscere Franz Jaegaerstatter in Italia) don Mauro di Piacenza, collaboratore di don Giovanni Nervo (indimenticabile dirigente della Caritas italiana dal 1971 al 1986 e oggi presidente della “Fondazione Zancan”)  e un gruppetto di Pax Christi Italia  (promotore la Causa di beatificazione è stato il vescovo di Innsbruck  attuale presidente di Pax Christi Austria) ed esponenti del Movimento Nonviolento, tra cui Alberto Trevisan che – insieme a Carlo Di Cicco, attuale vicedirettore dell’ Osservatore Romano – è stato uno dei primi obiettori al servizio militare, tra gli anno '60 e '70.
E tanti altri ... in un clima di serenità che ha stupito persino gli autisti ... presi anche loro dalla forza trascinatrice dell'evento. 

26.10 2007 - Beatificazione nel duomo di Linz 

La cerimonia ufficiale in Linz è stata celebrata dal card. José Saraiva Martins ed era significativamente presente l'intera Conferenza episcopale austriaca: questo riconoscimento è un passo notevole di riconciliazione storica per gli austriaci. Erano presenti, inoltre, il primate d'Austria, Christoph Schoenborn, e ben venticinque vescovi, tra cui Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, gia' presidente internazionale di Pax Christi. Oltre duecento i sacerdoti concelebranti. 
I fedeli, oltre cinquemila le affollavano le navate della tardo gotica chiesa, arredata nell’occasione con una predominanza del rosso, segno del martirio, a partire da quello “regale” di Nostro Signore Gesù Cristo che ci ha aperto sulla Croce la via della redenzione.
Spiccava una rappresentanza ecumenica ed erano presenti anche i militari e l'associazione degli ex combattenti. Anche l'Italia era rappresentata, con un gruppo di trenta persone riunite dall'associazione "Franz Jaegerstaetter Italia". 

Il postulatore diocesano mons. Manfred Scheuer, attuale vescovo di Linz si è così rivolto al Cardinale rappresentante Sua Santità:


Eminenza,
Franz Jägerstätter nacque il 20 maggio 1907 e fu battezzato il giorno successivo nella chiesa parrocchiale di Sankt Radegund. All’età di vent’anni andò a lavorare in Stiria. Dopo pochi anni tornò a casa.

Nel 1933 divenne padre di una figlia: Hildegard. Nel 1936 sposò Franziska Schwaninger; la loro unione fu allietata da 3 figlie. Franziska animò suo marito alla lettura della Bibbia e alla preghiera in comune.
A partire dalle sue nozze Franz si accostò spesso all’Eucaristia.
Franz Jägerstätter raccontò più volte che nel 1938 in sogno fu messo in guardia sui rischi del nazionalsocialismo. Dopo l’annessione dell’Austria rifiutò qualsiasi forma di collaborazione con il regime nazista, così come pure respinse ogni possibile vantaggio conseguente. Egli seppe delle atrocità del nazionalsocialismo; la sua politica carica di sprezzo per Dio e per l’uomo lo indusse ad opporsi al regime.

Nel 1940/41 Franz prestò servizio militare come autiere nella Wehrmacht.

Con un altro soldato entrò l’8 dicembre 1940 nel terzo ordine francescano. Su sollecitazione dell’amministrazione comunale di St. Radegund fu dichiarato per due volte indispensabile, perché proseguisse il suo lavoro di contadino.
Nonostante la forte pressione degli amici e dei conoscenti, tra cui anche sacerdoti, si decise per un’opposizione inflessibile al regime.
Pregò e digiunò, meditò la Sacra Scrittura e giunse alla conclusione:
Nessuna autorità terrena può sottomettere la coscienza”.
La forza di decidere secondo coscienza la sentì sempre più come grazia, per la quale era riconoscente. Quotidianamente partecipò alla Santa Messa. In quel periodo svolse anche il servizio di sacrestano.

Nel 1943 in conseguenza della nuova chiamata alle armi si rifiutò di andare in guerra per Hitler e fu arrestato e imprigionato a Linz. Seguirono due mesi di arresto, torture e umiliazioni. Quando si sentì abbandonato dalla forza della fede, si ricordò della gioia provata nel matrimonio con la moglie Franziska e interpretò questa gioia come un segno duraturo della presenza di Dio.
All’inizio del maggio ‘43 fu trasferito nel carcere di Tegel presso Berlino. La sua domanda di prestare servizio nella sanità fu respinta. Il 6 luglio fu condannato a morte.

Il cappellano del carcere gli raccontò di altri condannati a morte, tra cui del padre pallottino Franz Reinisch; questo gli diede coraggio e consolazione.

Franz e la moglie Franziska si sentivano uniti alle sofferenze di Cristo e questo fornì loro nuove forze. Nella cella del carcere confidava : “non solo nel Cristo umiliato e sofferente del venerdì santo, ma anche nel vincitore della morte della mattina di Pasqua.”. Attese così consapevolmente l’incontro con il Dio dell’Amore al quale voleva presentarsi riconciliato.

Il 9 agosto 1943 Franz Jägerstätter fu condotto da Berlino a Brandenburg e là fu decapitato sul patibolo alle ore 16. Il sacerdote Albert Jochmann, che lo accompagnò, subito dopo l’esecuzione dichiarò “ Oggi ho incontrato l’unico santo della mia vita”.

Franz Jägerstätter per la decisa condotta della sua vita e per il suo martirio è un profeta dalla visione lungimirante e profonda.
E’ un esempio della fedeltà alle istanze della coscienza, un peroratore della causa della non violenza e della pace, un monito vivente di fronte a ideologie distruttive.
Attraverso una coscienza formata e generosa pronunciò un No deciso all’idolatria del nazionalsocialismo. Come testimone delle Beatitudini evangeliche fornisce un volto alla B
uona Novella dell’amore di Dio e del prossimo.

Per queste ragioni il vescovo di Linz prega il Santo Padre di accogliere il servitore di Dio Franz Jägerstätter nella schiera dei Beati”. 

Il card. J. Saraiva Martens ha quindi letto il Decreto Apostolico

Accogliamo la richiesta del nostro fratello Ludwig Schwarz, vescovo di Linz e di molti altri fratelli vescovi come pure di molti credenti e dopo aver raccolto il parere della Congregazione per la proclamazione dei Beati e dei Santi, concediamo per mezzo della nostra Autorità Apostolica, che l’adorabile servo di Dio 


Franz Jägerstätter
martire, padre di famiglia

 
  
sia d’ora in poi acclamato come Beato.

Ha offerto la sua vita in commovente abnegazione, con retta coscienza nella fedeltà al Vangelo e per la dignità della persona umana. La sua festa può essere celebrata annualmente il 21 maggio, giorno del suo battesimo, nei luoghi e nei modi previsti dal diritto.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Dato a Roma, presso San Pietro, nell’anno del Signore 2007, terzo del nostro pontificato.

Benedetto PP XVI 
(trad. di Alberto Franchi)



In quel momento, mentre sentivo queste parole, ho visto issare dietro l'altare una gigantografia di Franz, che rimarrà a fare da sfondo al resto della celebrazione.

Una reliquia del santo (ricavata dall'urna di sepoltura) è stata poi depositata all'altare dalla moglie di Franz Jaegerstaetter Franziska. Particolarmente commovente e' il bacio che Lei ha dato alla reliquia prima di consegnarla nelle mani del celebrante: quasi un passaggio di consegne nel compito di custodire la memoria di questo grande uomo, oggi beato.

27.10 2007 Visita al Lager di Mathausen. Veglia, fino a notte inoltrata, con i suoi paesani: dai bambini agli anziani che la guerra l’hanno fatta. 

Il giorno dopo ci siamo fermati a Mathausen: un colpo allo stomaco e la sera c'è stata una veglia  Ostermiething, vicino Salisburgo, che si è prolungata fino a notte piena.
Commovente l’animazione dei bambini e dei giovani. Ma ancor più, mi ha commosso anche trovare tra tanti vecchi con baffi e capelli candidi di terziari molto anziani, alcuni vestiti con il caratteristico vestito di panno grigio con il colletto dai risvolti verde, lì presenti con una compostezza che lasciava trapelare ... chissà che storia di fede nella loro vita!
Da qualche giacca discretamente s’intravedeva qualche Tau. Nella concretezza di una fede vissuta nel nascondimento, come lievito nella pasta, che i francescani secolari sono riusciti a dare il meglio di se. 


 

La sera del giorno successivo la cerimonia di Beatificazione,  a Ostermiething, capoluogo del paese natale di Franz, si e' svolta la veglia di preghiera in onore del santo. E' stato un momento di festa, organizzato nella chiesa ma animato anche da danze e brani musicali.
Nella prima parte i bambini del paese hanno rappresentato la storia di Franz con la sottolineatura del valore della coscienza individuale.
Quasi tutti i testi e le preghiere sono stati proclamati in tedesco, inglese ed italiano. Gioia per il Creato, conversione, famiglia, preghiera e Sacre Scritture, discernimento, vittime e carnefici, nonviolenza e amore per i propri nemici, sofferenza ed espiazione, speranza e resurrezione: questi i temi della veglia, guidata dal vescovo Scheuer.
Dal diario di Gianpiero Girardi


II giorno dopo la cerimonia di beatificazione a Linz, ci si è a Ostermiething, capoluogo del paese natale di Franz, per unirci ad una veglia di preghiera in onore del Beato, in attesa della Prima santa Messa che il giorno dopo sarebbe stata celebrata a St. Radegunt, suo paese natale e ringraziare di quella "primizia" qual è il beato Franz Jaegertaetter, che testimone vivo di Gesù offrì la propia vita.

 
I bambini e ragazzi del paese hanno rappresentato la storia di Franz con la sottolineatura del valore della coscienza individuale che si oppone alla massificazione e omologazione della volontà.
Mi ha ricordato quand’ero piccolo scout è con i ragazzi più grandi facemmo una rappresentazione teatrale - erano gli anni del boom, gli anni '60 - sulla febbre degli italiani verso il consumismo e limplicitamente riguardo l' 'economia capitalista, che quale valore aggiunto ha il profitto.
Simile dinamica avvenne per garantire in Germania e Austria riguardo il consenso a Hitler: dopo le sanzioni della persa Prima guerra mondiale e il fallimento della Repubblica di Weimar, l'avvento del nazismo fu una liberatoria. Avendo come volano l'industria bellica, con continue guerre di conquista - compresa l'annesione plescitaria dell'Austra al Terzo Reich - garantì a tutti i cittadini un benessere che mai s'era visto prima. E' in questo clima di generale consenso e omologazione si deve leggere la testimonianza "controcorrente" di Franz Jaegerstaetter. 


Il vescovo Scheuer ci ha condotto per mano a conoscere Franz negli aspetti suoi peculiari:

- 1 Gioia per il Creato
- 2 conversione
- 3 famiglia
- 4 preghiera e Sacre Scritture
- 5 discernimento
- 6 vittime e carnefici
- 7 nonviolenza e amore per i propri nemici
- 8 sofferenza ed espiazione
. 9 speranza e resurrezione

Si è pregato fino a notte fonda, mentre nella vicina canonica si offrivano ristori - dopo un lungo giorno erano necessari! - in un clima di mesta letizia, ma personalmente ho preferito, dopo un primo ristoro, farmi forza e non allontanarmi dal mio posto in chiesa e non rompere l’unità spirituale del momento che stavo vivendo, pellegrino giunto da Roma verso la tomba di un martire.
28.10 2007 Prima messa del nuovo “Beato”, un terziario come me.

Il terzo giorno è stato quello della prima messa al nuovo Beato nel suo paese natale: parrocchia dist. Radegunt!
 

Alla celebrazione eucaristica erano presenti la moglie e le figlie, che pure dopo la guerra avevano dovuto sopportare le dure critiche della popolazione, ma oggi stessa comunità di fedeli che ha riconosciuto il valore dell'eroico gesto di Franz, parrocchiano della porta accanto.
 

Martire e padre di famiglia: così leggeremo nei calendari, perché nonostante gli affetti compartecipando della sua scelta i suoi ha portato fino in fondo il mandato evangelico di non uccidere, ma di testimoniare l'Amore.
E il fatto che sia martire - ha ricordato il cardinal Jose Saraiva Martins, a Roma e due giorni dopo, in occasione della beatificazione degli spagnoli della Guerra civile - pone Franz Jaegaerstatter al culto non solo locale in quanto Beato, ma della cattolicità tutta.






Grazie della cortesia d'inviasrmi "Squilla francescana"
con buoni riferimenbti all'ultimo beato Franz Jaegerstaetter
di cui ho assistito la beatiificazione canonica.
Il mondo è piccolo e la santità è più grande
soprattutto nello spirito della semplicità francescana:
con molti auguri e cari saluti nella Comunione dei santi
che qui in terra Camminano. don Alberto Celeghin



* lettera per la nostra fraternità da don Alberto Caleghin

Marco Stocchi, ofs