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ANGELA DA FOLIGNO, ORATORIO DRAMMATICO per 4 voci recitanti, 4 Cori e orchestra, testo a cura di P. Domenico Alfonsi. Direttore Carlo Pedini.



In occasione della festa di S. Angela da Foligno, a un anno dalla canonizzazione, proponiamo l'ascolto di quest'oratorio dedicato alla santa terziaria francescana.

 

Dramatic Oratorio for 4 speakers 4 choirs an orchestra

Claudio Trionfi, Anna Leonardi, Pietro Biondi, Stefania Romagnoli speakers. Armoniosa Consonanza (female sextet), Kamenes In Canto (female choir, Gabriella Rossi choir master), Armoniosoincanto (female gregorian choir, Franco Radicchia choir master), M.Alboni mixed choir (Marcello Marini choir master).
Winds by Belfiore Philharmonic, Laura Vinciguerra harp, Alessandro Bianconi organ.
I Solisti di Perugia orchestral strings.


"Angela da Foligno" 1 Alleluja - Aperi Domine

https://www.youtube.com/watch?v=tSotNt8xuJA

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Dramatic Oratorio for 4 speakers 4 choirs an orchestra Claudio Trionfi, Anna Leonardi, Pietro Biondi, Stefania Romagnoli speakers. Armoniosa Consonanza (fema...

"Angela da Foligno" 2 Jam lucis orto sidere​

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Dramatic Oratorio for 4 speakers 4 choirs an orchestra Claudio Trionfi, Anna Leonardi, Pietro Biondi, Stefania Romagnoli speakers. Armoniosa Consonanza (fema...

"Angela da Foligno" 3a Cantico delle creature (first part)

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Dramatic Oratorio for 4 speakers 4 choirs an orchestra Claudio Trionfi, Anna Leonardi, Pietro Biondi, Stefania Romagnoli speakers. Armoniosa Consonanza (fema...

"Angela da Foligno" 3b Cantico delle creature (second part)

https://www.youtube.com/watch?v=qdhf9YYyXPM

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Dramatic Oratorio for 4 speakers 4 choirs an orchestra Claudio Trionfi, Anna Leonardi, Pietro Biondi, Stefania Romagnoli speakers. Armoniosa Consonanza (fema...

"Angela da Foligno" - 4 Ave coeleste lilium

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Dramatic Oratorio for 4 speakers 4 choirs an orchestra Claudio Trionfi, Anna Leonardi, Pietro Biondi, Stefania Romagnoli speakers. Armoniosa Consonanza (fema...

"Angela da Foligno" - 5 Beati qui persecutionem patiuntur

https://www.youtube.com/watch?v=HkdSlPmYIqg

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"Angela da Foligno" - 6 Adest dies laetitiae

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Dramatic Oratorio for 4 speakers 4 choirs an orchestra Claudio Trionfi, Anna Leonardi, Pietro Biondi, Stefania Romagnoli speakers. Armoniosa Consonanza (fema...

"Angela da Foligno" - 7 Alleluja Beata qui fulginiae

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Dramatic Oratorio for 4 speakers 4 choirs an orchestra Claudio Trionfi, Anna Leonardi, Pietro Biondi, Stefania Romagnoli speakers. Armoniosa Consonanza (fema...

PUBBLICHIAMO UNA RECENSIONE CRITICA DALLA PRIMA NAZIONALE DELL'ORATORIO
PER FORNIRE INDICAZIONI UTILI SULL'ORATORIO "ANGELA DA FOLIGNO"


Angela da Foligno è stato un trionfo. Gli applausi sono scrosciati all'ultimo sapiente gesto del direttore Carlo Pedini in un Auditorium San Domenico gremito, dove tutto sapeva di evento.
Un'inaugurazione di Stagione memorabile! – ha dichiarato la presidente degli Amici della Musica Ambretta Ciccolari-Micaldi – Una prima nazionale assoluta con un'opera ispirata alla inquietante esperienza mistica di Angela da Foligno, composta e diretta dal maestro Pedini con un'aderenza spasmodica al testo di Padre Alfonsi, eseguita da cori orchestra solisti voci recitanti tutti umbri.

Assisi, Museo della Porziuncola, Sala Pio X L'ITINERARIO MISTICO DI ANGELA DA FOLIGNO NELL'OPERA GRAFICA DI GIOVANNA BRUSCHI esposizione dal 6 settembre al 16 novembre 2014


                            Non ti ho amato per scherzo

Il mercoledì della settimana santa stavo meditando sulla morte del Figlio di Dio incarnato e cercavo di liberare la mente da ogni altra cosa per poter avere l’anima più raccolta sulla passione e morte del Figlio di Dio ed ero occupata nella ricerca e nel desiderio di come poter meglio liberare la mente in merito a queste cose della passione e della morte del Figlio di Dio.
E allora subito, mentre ero presa da questa occupazione e ricerca, avvenne nell’anima una locuzione divina che diceva: «Io non ti ho amata per scherzo». E allora quella parola fu per me come un colpo di dolore mortale, perché immediatamente si aprirono gli occhi dell’anima, e vedevo che era verissimo quello che diceva, e vedevo gli effetti di questo amore, e vedevo tutto ciò che fece questo Figlio di Dio per questo amore, e vedevo tutto ciò che sopportò in vita e in morte questo Dio e uomo passionato per questo indicibile amore e comprendevo che quella parola era verissima in lui, perché mi ha amata non per scherzo ma co perfettissimo e tenero amore, così vedevo tutto il contrario in me, io non lo amavo se non per scherzo e in modo non vero. E vedere questo era per me una pena mortale e un dolore talmente intollerabile che credevo di morire.


Angela da Foligno, Istruzioni, 22,1-11, in F. Frezza, Liber Lelle. Il libro di Angela da Foligno, Ed. Galluzzo, Firenze, 2012, p. 247.



Intervento di S.E. Mons. Domenico Sorrentino all'inaugurazione della mostra esposta presso il Museo della Porziuncola, dal 6 settembre al 16 novembre, intitolata “Il viaggio di Angela. L’itinerario mistico di Angela da Foligno nell’opera grafica di Giovanna Bruschi”.

Intervista a mons. Angelo Amato all'Osservatore Romano per la canonizzazione di Angela da Foligno.

Intervista al prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi sulla figura e il messaggio di Angela da Foligno.

Il 9 ottobre scorso Papa Francesco ha esteso alla Chiesa universale il culto liturgico in onore di Angela da Foligno (1248-1309). Alla vigilia della festa liturgica, abbiamo chiesto al cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, di ripercorrere l’iter che ha portato alla canonizzazione equipollente della grande mistica umbra e di riproporre i tratti salienti della sua santità.

Dopo più di sette secoli dalla morte, è stata riconosciuta universalmente la santità di Angela da Foligno. Come si è giunti a questo importante pronunciamento?
Dopo la sua beatificazione equipollente — e cioè dopo il riconoscimento ufficiale del culto liturgico avvenuto nel secolo XVIII — si sono accumulate, nel corso degli anni, le petizioni ai Pontefici per la sua canonizzazione. Ricordiamo solo alcune di quelle giunte a Pio XII negli anni Quaranta del secolo scorso: dal vescovo di Moulins, dal vescovo di Arras (che riporta la grande stima verso la beata di personalità illustri come san Francesco di Sales, sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Papa Benedetto XIV, Jacques Bénigne Bossuet), dall’arcivescovo di Sens, dal vescovo di Orléans, dall’arcivescovo di Mans, dal vescovo di Nantes. Queste suppliche non ebbero riscontri da parte della Santa Sede. Tuttavia, negli ultimi decenni, sia Giovanni Paolo II sia Benedetto XVI hanno dato lusinghiere attestazioni di apprezzamento della santità e della sapienza evangelica di Angela.

In che senso? 
Per esempio, la Via crucis al Colosseo del 1983 conteneva meditazioni da testi della beata, così come nei tre anni precedenti c’erano stati brani della Regola benedettina, di santa Caterina da Siena e di san Bonaventura. Lo stesso Papa Wojty?a, nel suo viaggio a Foligno del 20 giugno 1993, nell’omelia della messa designa Angela «maestra dei teologi». Lo stesso giorno le rivolge una preghiera, davanti all’urna seicentesca contenente i suoi resti, chiamandola figlia della pace, figlia della divina sapienza, che dalla divina misericordia fu guidata sulla via della Croce, fino alle vette dell’eroismo e della santità. In seguito a ciò, il capitolo generale dei conventuali, il 5 giugno 1995, ha rinnovato al Papa la supplica per la canonizzazione. Ma anche questa supplica, come le precedenti, non ha avuto riscontro 

Che cosa ha preparato la decisione di Papa Francesco?
Credo che un momento importante sia stata la catechesi tenuta da Benedetto XVI in piazza San Pietro il 13 ottobre 2010, nella quale ha celebrato la figura, l’opera, la santità e l’attualità della beata, citandola anche con l’appellativo di santa. Senz’altro incoraggiati da questi apprezzamenti e dalla canonizzazione equipollente di un’altra grande mistica medievale, santa Ildegarda di Bingen, avvenuta il 10 maggio 2012, la Conferenza episcopale dell’Umbria e i cinque superiori maggiori della famiglia francescana — questi ultimi in un documento congiunto dell’8 dicembre 2012 — hanno rinnovato a Papa Ratzinger la supplica per la canonizzazione della beata Angela. Prendendo in considerazione queste petizioni, il Santo Padre, nell’udienza concessami il 20 dicembre 2012, ha autorizzato la preparazione della Positio per la canonizzazione equipollente.

Qualcuno si è domandato se, nel caso della mistica folignate, si intendesse canonizzare una donna concreta o un Libro, quello delle sue visioni. Che cosa si può rispondere? 
Rispondiamo dicendo che in questi ultimi decenni ha avuto luogo una rigorosa rivisitazione della tradizione biografica e letteraria di Angela, anche tenendo conto di questa obiezione. La conclusione è che ci sono numerose e indubitabili tracce storiche, che ci permettono di delineare con certezza e precisione gli elementi fondamentali della sua vita. Ci riferiamo, per esempio, al manoscritto 342 della biblioteca comunale di Assisi, ora custodito nel Sacro Convento, che contiene quasi tutto il corpus angelano; alle reliquie dei suoi resti mortali, sin dall’inizio attentamente monitorate dalle autorità civili e religiose, come mostrano i documenti antichi e recenti; alla scoperta recente di una lettera di Angela, anteriore al 1309, indirizzata a un suo discepolo, la cui copia manoscritta non era ancora nota ai curatori che nel 1985 pubblicarono l’edizione critica del Liber. Inoltre, nell’Arbor vitae crucifixae Iesu Christi, del 1305, Ubertino da Casale, che non è certo un inventore di favole, parla di Angela, che allora era ancora in vita, e del suo incontro con lei. In conclusione, la canonizzazione riguarda una donna concreta munita di eccezionali doti mistiche e sapienziali. Ogni elucubrazione o negazione trova il suo limite nella storia. La ricca tradizione angelana non si fonda sulle sabbie mobili del nulla, ma trova nella terraferma della storia il suo fulcro, il suo significato, il suo valore.

Di recente, a proposito di Pietro Favre, canonizzato da Papa Francesco il 17 dicembre scorso, lei ha già parlato del valore della canonizzazione equipollente, che in concreto significa estensione del culto di un beato alla Chiesa universale. Quali sono i tratti salienti della vita e della figura della nuova santa indicata come modello a tutti i fedeli? 
Angela nacque a Foligno nel 1248 da una famiglia benestante. Rimasta orfana di padre, visse una giovinezza mondana, amante delle gioie effimere e non priva di mancanze anche gravissime. Intorno al 1270 sposò un agiato signorotto folignate, da cui ebbe vari figli. La sua conversione avvenne intorno al 1285. Toccata dalla grazia, in seguito a un’apparizione di san Francesco d’Assisi, fece una confessione generale al francescano Arnaldo da Foligno — è il nome di Frate A. del Liber — che la fece rinascere a una vita intensamente cristiana. Nel 1288, in seguito alla morte improvvisa della madre, del marito e dei figli, vendette tutti i suoi beni e ne distribuí il ricavato ai poveri. Nel 1291 entrò nel Terz’Ordine di san Francesco, affidandosi alla direzione spirituale di fra’ Arnaldo. Nello stesso anno compí un pellegrinaggio ad Assisi, durante il quale, nella basilica superiore di San Francesco, ebbe una sconvolgente esperienza mistica, con un’estasi davanti alla vetrata istoriata del Cristo che stringe al petto Francesco: era l’immagine di come il Signore l’avrebbe tenuta stretta a sé. Si spense a Foligno il 4 gennaio 1309.

Come ha avuto origine il suo famoso «Liber»? 
Nel 1292, presso la chiesa folignate di San Francesco, inizia con fra Arnaldo il dialogo-rivelazione delle sue esperienze mistiche. Tutto ciò viene appunto riferito nel Liber, chiamato anche Libro della beata Angela o Liber Lelle o Memoriale, steso sotto sua dettatura e messo in latino piano e limpido da Arnaldo. In quest’opera viene raccolta l’esperienza spirituale di Angela, a partire dal momento della sua conversione fino al 1296, quando il documento fu approvato da otto teologi dell’ordine francescano e piú tardi anche dal cardinale Giacomo Colonna. Dopo la stesura del Liber, Angela sviluppò una speciale maternità spirituale, che la renderà particolarmente nota nel mondo francescano. Raccolse infatti intorno a sé numerosi discepoli — tra i quali Ubertino da Casale — provenienti da varie parti d’Italia e anche dall’estero, pronti ad accoglierne gli insegnamenti e i consigli spirituali. Merita particolare attenzione la sua opera moderatrice atta a distogliere i «frati del libero spirito» e i «fraticelli» dall’intransigenza operativa e dagli estremismi spirituali.

La sua dote mistica ebbe un riscontro concreto anche nella carità verso i bisognosi? 
Abbiamo già accennato al fatto che Angela distribuì ai poveri tutto il ricavato della vendita delle case, dei terreni e dei gioielli, vivendo poi di elemosina. Ben documentata è anche la sua carità verso gli ammalati. Cito solo la sua coraggiosa assistenza ai lebbrosi nell’ospedale della sua città, sull’esempio di san Francesco d’Assisi.
In definitiva, qual è oggi il messaggio che viene dalla canonizzazione equipollente di Angela? 
«Illuminata dalla predicazione della Parola, purificata dal sacramento della penitenza, tu sei diventata fulgido esempio di virtú evangeliche, maestra sapiente di discernimento cristiano, guida sicura nel cammino della perfezione». Sono alcune delle espressioni contenute nella preghiera di Giovanni Paolo II di fronte alle reliquie di Angela. Inoltre, Benedetto XVI, nella già citata catechesi del 13 ottobre 2010, ha messo in grande evidenza l’attualità del suo esempio e del suo messaggio: «Oggi siamo tutti in pericolo di vivere come se Dio non esistesse: sembra cosí lontano dalla vita odierna. Ma Dio ha mille modi, per ciascuno il suo, di farsi presente nell’anima, di mostrare che esiste e mi conosce e mi ama. E la beata Angela vuol farci attenti a questi segni con i quali il Signore ci tocca l’anima, attenti alla presenza di Dio, per imparare cosí la via con Dio e verso Dio, nella comunione con Cristo Crocifisso». Angela è un esempio di totale conversione a Cristo e, come Francesco d’Assisi, una testimone privilegiata del primato di Dio sugli idoli umani. Per lei Cristo è il maestro, il libro e la scuola per ritornare “santi e immacolati” al Padre dal cui soffio creatore siamo usciti. Ella apprende da Gesù che la via paupertatis in cognitione crucis è l’espressione più alta della via caritatis. Con sensibilità tutta femminile, racconta la sua profonda comunione con Dio Trinità mediante l’amore e la devozione a Gesù, figlio di Dio incarnato, povero, crocifisso, eucaristico. La sintesi della sua parabola mistica si ha nell’esperienza del mercoledì della settimana santa del 1301, quando, meditando sulla morte del Figlio di Dio incarnato, sentì nella sua anima l’eco di queste parole divine: «Io non ti ho amata per scherzo».

Foligno, 3-4 gennaio - PROGRAMMA DELLA CANONIZZAZIONE DELLA B. ANGELA DA FOLIGNO mistica del Terz'Ordine di San Francesco

dal sito della Diocesi di Foligno

Non ti ho amato per scherzo

Il mercoledì della settimana santa stavo meditando sulla morte del Figlio di Dio incarnato e cercavo di liberare la mente da ogni altra cosa per poter avere l’anima più raccolta sulla passione e morte del Figlio di Dio ed ero occupata nella ricerca e nel desiderio di come poter meglio liberare la mente in merito a queste cose della passione e della morte del Figlio di Dio.

 E allora subito, mentre ero presa da questa occupazione e ricerca, avvenne nell’anima una locuzione divina che diceva: «Io non ti ho amata per scherzo». E allora quella parola fu per me come un colpo di dolore mortale, perché immediatamente si aprirono gli occhi dell’anima, e vedevo che era verissimo quello che diceva, e vedevo gli effetti di questo amore, e vedevo tutto ciò che fece questo Figlio di Dio per questo amore, e vedevo tutto ciò che sopportò in vita e in morte questo Dio e uomo passionato per questo indicibile amore e comprendevo che quella parola era verissima in lui, perché mi ha amata non per scherzo ma co perfettissimo e tenero amore, così vedevo tutto il contrario in me, io non lo amavo se non per scherzo e in modo non vero. E vedere questo era per me una pena mortale e un dolore talmente intollerabile che credevo di morire.

Angela da Foligno, Istruzioni, 22,1-11, in F. Frezza, Liber Lelle. Il libro di Angela da Foligno, Ed. Galluzzo, Firenze, 2012, p. 247.

RISCOPERTA LA PRIMA EFFIGE DELLA B. ANGELA DA FOLIGNO A VENEZIA. Nel coro ligneo della basilica francescana di Santa Maria gloriosa dei Frari di Venezia. Intervista a P. Domenico Alfonsi.



Si sa il tempo è come una coltre che scende sulle vicende umane e tutto avvolge e talvolta sembra cancellarne il ricordo. Ma questa volta non è andata così.
Il Prof. Domenico Alfonsi, direttore del Cenacolo della beata Angela in Foligno, tra il maggiori studiosi italiani di mistica francescana, trovandosi a Venezia per una Lectio publica” ha fatto la sensazionale scoperta che la beata già nel 1468 era esposta alla venerazione dei francescani e ed era oggetto di culto da parte dei fedeli. Intervista di Antonio Colasanto per il blog
"Collevalenza"
 
D. P. Domenico ci dica com’è andata questa riscoperta della prima effige della beata che la vede protagonista
R. Ero a Venezia, presso gli Scalzi dei frati carmelitani per l’inaugurazione della Scuola di mistica e per trattare il tema “Angela da Foligno, una mistica per il terzo millennio” ed ho voluto visitare la splendida basilica francescana di S. Maria gloriosa dei Frari per verificare di persona una notizia che conoscevo da tempo: una formella lignea riproducente la beata Angela si sarebbe trovata nel Coro ligneo di questa chiesa francescana.

D. Evidentemente disperava pensando alle ristrutturazioni intervenute nel tempo…
R.
L'antico coro dei Frati, unico esempio in Venezia rimasto nella sua originaria posi¬zione e struttura si trova al centro della chiesa, tra il quarto e il sesto pilone della navata centrale. È un capolavoro di una famiglia di intagliatori, i Cozzi di Vicenza, famosi a Venezia per altri impor¬tanti lavori a S. Zaccaria, a S. Zanipolo e a S. Elena. L'opera porta la firma del solo Marco Cozzi, che finì il lavoro nel 1468, come si legge nell'iscrizione sulla testata del primo stallo verso la sacrestia. È alto m. 4,50; largo m. 13,70 e lungo m. 16; ci sono 124 stalli, 50 nel¬l'ordine superiore, 40 nel medio e 34 nel¬l' inferiore. Gli stalli più in alto sono i più preziosi, esempio superbo dell'arte del legno a Venezia. In essi sono incastonati due ordini di specchi, quelli inferiori sono lavorati ad intarsio; quelli superiori invece, entro eleganti cor¬nici, racchiudono 50 figure ad intaglio di stile gotico tedesco.
 
D. Ed è qui che ha riscoperto l’effige della beata Angela?
R.
È stato quindi con riverente timore e gioiosa attesa che sono salito all’ordine superiore degli stalli del coro insieme con il p. Apollonio e la prof.ssa Ornella Doria. Abbiamo cominciato la ricerca dal lato della sacrestia riconoscendo con una certa facilità santi francescani, a iniziare dal fondatore san Francesco con altri santi e sante di Venezia incluso san Pantalone e Maria Maddalena. In tutto 25, ma di Angela nessuna traccia. Un po’ titubanti passiamo al lato opposto. Qui le immagini cominciano alla grande: il Redentore, la beata Vergine Maria, gli Arcangeli ed altri santi compreso san Marco e santa Lucia insieme ad altri santi francescani. Anche qui 25 formelle, ma al numero 13, cioè proprio in mezzo, c’è lei, la nostra beata Angela da Foligno con segni inequivocabili: il libro e la croce. Facile ricordare una sua frase fulminante: “O figlio carissimo, se desideri ardentemente la luce della grazia di Dio, se vuoi allontanare il cuore da tutti gli affanni, se vuoi domare tutte le tentazioni, se vuoi essere perfetto nella via di Dio, non porre indugi nel met¬terti a correre dietro la croce di Gesù, vero libro della vita”.
D. Prof. Alfonsi averla ritrovata è stata grande la commozione?
R. Poterla ammirare da vicino è come ripercorrerne tutta intera l’esistenza, soprattutto la sua esperienza del Dio Uno e Trino e della santa Umanità del Cristo. Qui appare veramente come una finestra dalla forma quadrata che si apre sull’aldilà, mentre ascolti un’inconfondibile voce che ripete: “ … e vedevo Dio!”.

D. Quali indicazioni di valore, Prof. Alfonsi, possiamo trarre da questo ritrovamento?
R. La data della costruzione del Coro, 1468, risulta di notevole importanza. Infatti quest’immagine, se si esclude un capolettera del codice 150 della Trivulziana di Milano, datato alla fine del XIV inizio XV secolo, risulta essere la prima vera immagine che conosciamo della beata Angela da Foligno, non riprodotta né citata in nessuna raccolta di iconografia angelana.
Inoltre risulta stupefacente come sia stata inserita in un coro così prestigioso alla venerazione dei religiosi e dei fedeli quando ancora il suo ‘Liber’ circolava in codici clandestini o almeno molto riservati e guardati con sospetto. Infine, ed è la cosa più degna di riflessione, non le era stata riconosciuta ancora nessuna forma di venerazione pubblica, poiché soltanto il 30 aprile del 1701 fu concesso dalla Sacra Congregazione, caso eccezionale, l’ufficio liturgico per il clero di Foligno e per i frati minori conventuali, custodi da sempre del corpo di Angela. Il papa Clemente XI confermò il decreto nel giugno 1701 assegnando la festa al 19 febbraio, giacché il 4 gennaio, giorno della morte, cade l’ottava dei SS. Innocenti.

E’ questa l’unica azione ufficiale della Chiesa nei riguardi della santità di Angela, arrivata dopo quasi quattro secoli di oblio e di silenzio, anche se non sono mancati nel frattempo attestati di stima della sua santità e di alta considerazione da parte di scrittori e di santi ed anche un inte¬resse continuo da parte dei cittadini e delle autorità di Foligno.
Ma a Venezia ove l’immagine di Angela è presente in un riquadro ad intaglio di stile gotico tedesco del 1468, mentre regge con la mano sinistra il libro e con la destra la croce, è stata già immortalata nello stallo di un Coro famoso e prestigioso!
intervista di Antonio Colasanto - Source: http://collevalenza.blogspot.it/2010/11/ritrovata-venezia-la-prima-effige-della.html (accesso 8 novembre 2013)