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12 giugno - Festa del Sacro Cuore di Geù


Dall'abisso profondo del mio nulla mi prostro
davanti a te sacratissimo e divinissimo Cuore
adorabile di Gesù per rendere tutto l'omaggio di
amore di lode e di adorazione di cui sono capace

              Margherita  Maria Alacoque

   

Sant'Efrem Siro

La dormizione di sant'Efrem Siro,
Icona cretese, sec. XVI


A tutti i confratelli e consorelle suggerisco questa preghiera, liberamente tratta da Sant’Efrem:


La mia vita sta passando di giorno in giorno ma i miei peccati non mi lasciano.
Tu, Dio Santo della misericordia, conosci la mia debolezza e la fragilità del mio essere, concedimi quindi la tua forza e sostienimi nella mia miseria. 
Aiutami ad essere consapevole che senza di Te la mia vita non sarebbe null’altro che l’anticamera della morte.
Dio di infinita misericordia perdona i miei peccati, i miei tradimenti, la mia incapacità ad essere degno del Tuo amore per me.
Ascolta questa preghiera e continuità a sostenermi fino alla fine della mia strada terrena con la tua infinita misericordia. Sia lodato in eterno il tuo nome.
(Guido Fiorani, ofs)

PREGHIERA PER LA PACE del beato Paolo VI in occasione della "I giornata della pace" (1968)


Preghiera composta dal beato Paolo VI
in occasione della
prima "Giornata della pace", 1968
Signore, Dio di pace,
che hai creato gli uomini,
oggetto della tua benevolenza,
per essere i famigliari della tua gloria,
noi ti benediciamo e ti rendiamo grazie:
perchè ci hai inviato Gesù, 
tuo figlio amatissimo,
hai fatto di lui,
nel mistero della Pasqua,
l'artefice di ogni salvezza,
la sorgente di ogni pace,
il legame di ogni fraternità.

Noi ti rendiamo grazie

per i desideri, gli sforzi, le realizzazioni
che il tuo Spirito di pace
ha suscitato nel nostro tempo,
per sostituire l'odio con l'amore
la diffidenza con la compassione,
l'indifferenza con la solidarietà.
Apri ancor più i nostri spiriti ed i nostri cuori 

alle esigenze concrete dell'amore
di tutti i nostri fratelli,
affinché possiamo essere sempre più
dei costruttori di pace.

Ricordati, Padre di misericordia,
di tutti quelli che sono in pena,
soffrono e muoiono
nel parto di un mondo più fraterno.
Che per gli uomini di ogni razza e di ogni lingua
venga il tuo regno di giustizia di pace e d'amore.
E che la terra sia ripiena della tua gloria!


Amen

Preghiera della Giornata Missionaria Mondiale


Signore, inviato dal Padre, vogliamo uscire dalle certezze che frenano la nostra fede sempre uguale, non solo per ANDARE “lontano” ma per amare ed INCONTRARE chi sembra lontano da Te.

Con l’unzione del Tuo Spirito, che ci fa Sacerdoti, Re e Profeti, vogliamo esser Luce alla periferia di ogni vit, dove il buoio rallenta un cammino pienamente umano.

Dio, Padre della Vita, fa’ che raccogliamo le lacrime dei poveri nell’otre della nostra Speranza, e che essendo noi stessi DONO per gli altri, veniamo con i fratelli all’incontro con Te. Amen

4 Ottobre - PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA - preghiera di Papa Francesco in vista del Sinodo sulla famiglia



IN PREGHIERA CON IL PAPA SINODO PER LA FAMIGLIA



A





lla vigilia della terza Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi (Roma, 5-19 ottobre 2014), dedicato a «Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione», la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana promuove un «momento pubblico di preghiera e di riflessione», nel pomeriggio di sabato 4 ottobre in Piazza San Pietro, a cui invita  i fedeli e che culminerà nell'intervento di papa Francesco.
Sarà presente anche l’OFS che Francesco d’Assisi ha pensato per chi è chianato a vivere una vita “nella religione” pur restando “ nel mondo” e in special modo per chi vive questa  vocazione “come coppia che si ama e genera vita, facendo famiglia".


In vista del Sinodo sulla famiglia, papa Francesco
ha composto un'orazione particolare.


PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA

Gesù, Maria e Giuseppe
in voi contempliamo
lo splendore dell'amore vero,
a voi con fiducia ci rivolgiamo.

Santa Famiglia di Nazareth,
rendi anche le nostre famiglie
luoghi di comunione e cenacoli di preghiera,
autentiche scuole del Vangelo
e piccolle Chiese domestiche.

Santa Famiglia di Nazareth,
mai più nelle famiglie si faccia esperienza
di violenza, chiusura e divisione:
chiunque è stato ferito o scandalizzato
conosca presto consolazione e guarigione.

Santa Famiglia di Nazareth,
il prossimo Sinodo dei Vescovi
possa ridestare in tutti la consapevolezza
del carattere sacro ed inviolabile della famiglia,
la bellezza del progetto di Dio.

Gesù, Maria e Giuseppe
ascoltate, esaudite la nostra supplica.

Amen.


Preghiera dei coniugi, di Tertulliano alla moglie



Preghiera dei coniugi
di Tertulliano, alla moglie

Condividiamo la stessa speranza,
lo stesso ideale,
lo stesso modo di vivere,
lo stesso atteggiamento di servizio.

Ambedue fratelli e servi dello stesso Signore,
senza divisione nella carne e nello spirito,
insieme preghiamo,
insieme ci inginocchiamo
e insieme facciamo digiuno.

Istruiamoci l'un l'altro,
l'un l'altro esortiamoci,
sosteniamoci a vicenda.

Insieme stiamo nella santa assemblea,
insieme alla mensa del Signore,
insieme nella prova,
nella persecuzione, nella gioia.

Nulla nascondiamo l'un l'altro,
non ci evitiamo l'un l'altro,
l'un l'altro non siamo di peso.

Volentieri facciamo visita agli ammalati,
volentieri assistiamo i bisognosi,
senza malavoglia facciamo elemosina
senza fretta partecipiamo al sacrificio,
senza sosta assolviamo ogni giorno i nostri impegni.

Ignoriamo i segni di croce furtivi,
rendiamo grazie senza reticenze,
benediciamo senza vergogna nella voce.

Salmi e inni recitiamo
A voci alternate
Ed insieme gareggiamo
Nel cantare le lodi al nostro Dio.

Vedendo e sentendo questo,
Cristo gioisce e ci manda la sua pace.

Là dove sono i due sposi,
ivi è anche Cristo.


FOTO: affresco dalla città archeologica di POMPEI
 

Gesù bussa alla tua porta ...

 








     GESU' BUSSA ALA TUA PORTA  ... 

 
  



Signore Gesù, bussa ancora una volta 
  alla porta del nostro cuore.
  Il suo bussare è mistero di amore e libertà, e non lo capiamo,
  ma ti chiediamo Signore di bussare ugualmente.
  Bussa giorno e notte, quando siamo nella gioia 
  e quando siamo nel pianto, bussa sempre Signore. 
  E non abbiate paura quanti avete paura
 perché Egli mai si allontana e sempre aspetta.




Andiamo fino a Betlemme

Andiamo fino a Betlemme, come i pastori.
L'importante è muoversi.
E se invece di un Dio glorioso,
ci imbattiamo nella fragilità di un bambino,
non ci venga il dubbio di aver sbagliato il percorso.
Il volto spaurito degli oppressi,
la solitudine degli infelici,
l'amarezza di tutti gli uomini della Terra,
sono il luogo dove Egli continua
a vivere in clandestinità.
A noi il compito di cercarlo.
Mettiamoci in cammino senza paura.

don Tonino Bello, ofs




Dedicata adi Samb Modou, 40 anni e Diop Mor, 54 anni uccisi da un militante di Casapound a Firenze (feriti altri tre): la sede centrale dell’organizzazione di destra – per l’acquisto della quale il Comune ha stanziato la cifra di 12 milioni di euro - è vicina alla sede della nostra fraternità.

Cristo risorto


O Cristo risorto,
Che hai camminato con i due pellegrini di Emmaus,
accompagna anche noi nel nostro percorso di fede.
Donaci la compassione di ascoltare le storie di quanti incontriamo nel nostro cammino;
donaci la pazienza di spiegare anche ciò che potrebbe sembrare ovvio, e il coraggio di renderci anche vulnerabili,
affinché gli altri possano incontrare te in noi,
e noi possiamo riscoprire te in loro. Amen.

(Lindsey Sanderson)

dal sussidio per la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani 2010

Le Ceneri


Signore,
ecco le nostre fronti segnate dalle ceneri, come stipiti delle porte
di coloro che tu stavi per liberare dall'Egitto.
Ecco i nostri cuori segnati dalle ceneri, quelle delle nostre colpe
bruciate dal fuoco del tuo amore.
Ecco le nostre mani segnate dalle ceneri,
quelle delle nostre violenze distrutte dalla tua tenerezza.
Ecco i nostri piedi segnati dalle ceneri,
quelle dei falsi idoli dissolti al roveto ardente della Verità.
I cammini dove tu ci inviti a seguirti sono, anch'essi, segnati dalle ceneri,
non come segno di tristezza, ma come pegno di purezza.
La tua colonna di fuoco ha bruciato le spine: le ceneri renderanno fertile
il terreno pietroso delle nostre aride vite.
Così segnati dalle ceneri eccoci, Signore, pronti a seguirti
sulla via ardente che conduce alla Vita.
Lì, noi vogliamo bruciare le sovrastrutture inutili, le parole vane, i gesti di rifiuto.
Alla chiamata della tua bruciante Parola, noi presenteremo i nostri cuori
e ci convertiremo al Vangelo.

Le mie mani, coperte di cenere, segnate dal mio peccato e da fallimenti,
davanti a te, Signore, io le apro, perché ridiventino capaci di costruire
e perché tu ne cancelli la sporcizia.
Le mie mani, avvinghiate ai mie possessi e alle mie idee già assodate,
davanti a te, o Signore, io le apro, perché lascino andare i miei tesori...
Le mie mani, pronte a lacerare e a ferire, davanti a te, o Signore,
io le apro, perché ridiventino capaci di accarezzare.
Le mie mani, chiuse come pugni di odio e di violenza,
davanti a te, o Signore, io le apro, deponi in loro la tua tenerezza.
Le mie mani, si separano dal loro peccato, davanti a te, o Signore, io le apro:
attendo il tuo perdono.



Grazie a Luciana Meilac

3.


ALL’UNISONO 
“PADRE NOSTRO”.


“Nel movimento ecumenico il Padre Nostro- ha scritto Eleuterio Fortino - è stata la preghiera che inizialmente ha radunato i cristiani a potersi rivolgere insieme a Dio. All'inizio gli animi erano titubanti, alcuni reticenti, altri opposti. La mancanza di piena unità nella fede rendeva problematica la preghiera comune. Per i cattolici soltanto nel 20 dicembre del 1949 è stata aperta questa possibilità e proprio con la recita della preghiera insegnataci da Gesù.
L'Istruzione del S. Offizio all'episcopato cattolico sul “movimento ecumenico” affermava: "Benché in tutte queste riunioni e conferenze si debba evitare qualsiasi communicatio in sacris, però non è proibita la recita comune del Padre Nostro, o di una preghiera approvata dalla Chiesa cattolica con cui le stesse riunioni vengono aperte e chiuse" (AAS, 1950, 142ss).
In realtà questa preghiera fatta insieme sin dagli inizi del movimento ecumenico faceva percepire la comune appartenenza e la gioia della comunione che si andava ritrovando. Il messaggio della Conferenza mondiale del "Movimento per il cristianesimo pratico" (Life and Work) a Stoccolma (1925) si legge: "Quando noi ripetevamo insieme la preghiera del Padre Nostro, ognuno nella lingua che aveva appreso dalla propria madre, riacquistavamo la consapevolezza della nostra fede comune"
Il liturgista francescano Rinaldo Fasini, - in un articolo su Vita Pastorale - dopo aver ricordato in genere i problemi e i fallimenti nelle traduzioni ecumeniche, ci ricorda come esista “grazie a Dio” un testo concordato nel Convegno di Perugia del 1999 proposto dai tre rappresentanti degli incontri ecumenici in Italia della Chiesa cattolica, della Federazione delle Chiese evangeliche e dalla Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia.
“I ritocchi alla versione cattolica - nota padre Falsini - “comprendono due "anche" nella prima parte (per evitare la proporzionalità fra le due componenti: terra paragonata al cielo; il nostro perdono come misura di quello di Dio); la lettera maiuscola attribuita al Male, da intendersi in senso personale, cioè Satana”.
La preghiera ecumenica ha una dossologia finale, usata dai protestanti e presente nella Didachè, che è un testo del primissimo cristianesimo, e quindi oggi presente anche nel nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica: al termine del Pater Noster si aggiunge la chiusura classica nelle preghiere liturgiche della sinagoga nei tempi apostolici: “Tuo è il Regno, la potenza e la gloria, nei secoli dei secoli. Amen”.

illustrazione dell'artista Paolo Paschetto

Preghiera per chi accudisce i malati

     di Paolo VI
Signore,
che sai essere mio dovere assistere gli ammalati, 
fa ch’io li serva non con le mani soltanto, 
ma anche con il cuore; fa ch’io li ami.
Amen

Signore,che hai avuto pietà per ogni umana sofferenza,
rendi forte il mio spirito, 
sicuro il mio braccio nel curare gli infermi, 
nel medicare i feriti,
nel sorreggere gli straziati e i morenti;
ma conserva sensibile l’animo mio al dolore altrui, 
gentile la mia parola, dolce il mio tratto, paziente la mia veglia.
Amen

Signore,che hai creato l’umana natura
composta di anima e di corpo,
infondimi rispetto per l’una e per l’altro,
insegni a consolare l’anima afflitta,
curando il corpo infermo.
Amen

Signore, che hai detto essere fatto a Te
il bene prodigato ai sofferenti,
dammi di vedere Te in essi ed essi in Te.
Amen

Signore,
che hai promesso di non lasciare senza premio 
nemmeno un bicchiere d’acqua dato per amore Tuo,
riserva la ricompensa 
che Tu solo puoi dare a questo mio lavoro 
ch’io voglio compiere con pietà e con amore.
Amen

E Tu, Maria,
consolatrice degli afflitti e salute degli infermi,
sii anche per me maestra sapiente e madre benigna.
Amen



ARTE E FEDE  - Jean Guitton Le Christ mourant au printemps entouré ges, acquerello, 1977. L’ultimo omaggio del filosofo all’amico Paolo VI Cristo in croce una speranza di resurrezione gioia eterna. In primo piano il Cristo Crocifisso, senza la croce con il corpo dipinto nel rosso vivo, colore della Passione: accanto a lui, in piedi, la figura più scura della madre. I due sembrano assorti in un dialogo di sguardi di straordinaria intensità. Attorno a loro uno esplosione di sgocciolature multicolori ad acquerello, che donano all’insieme un tono di festosa leggerezza. La dedica all ‘amico Paolo VI, stanco e provato sia fisicamente che nello spirito, conferisce peso e significato profondo all’insieme, una meditazione ass sulla morte e sulla vita in Cristo, in un forte messaggio di speranza: Cristo che muore in primavera condato dagli Angeli, nella vita che rinasce, nei. geli, presenze luminose e coloratissime.
tratto da "Piccolo Raggio"